giovedì 11 novembre 2010

Il potere democratico del consumatore cosmopolita

Dalla parte dei consumatori e lo siamo tutti: imprenditori e lavoratori,elettori di destra eddi sinistrai,amministratori ed amministrati,criminali e cittadini onesti,cattolici e laici,sposati e separati, eterosessuali ed omosessuali, insegnanti e scolari, malati e medici, genitori e figli ...........Tutti vogliamo i prodotti migliori per prezzo e qualità e tutti vogliamo far parte della loro produzione.Stiamo arrivando alla globalizzazione del mercato mondiale.Ormai quasi tutti gli abitanti di questo pianeta sono mossi dal desiderio di essere consumatori e produttori, perchè ogniuno possa migliorare le proprie condizioni di vita.Che il lavoro nobilitasse l'uomo l'abbiamo sempre saputo purchè lavori e libero nelle scelte del consumo. C'è stata l'era del consumismo, che in parte c'è ancora , come ancora c'è chi non ha di che per vivivere.Ora con il risveglio dei cinesi,indiani,brasiliani, degli ex comunisti è iniziata l'era del consumatore-produttore con un mercato di prodotti diffuso in tutto il pianeta e facilmente raggiungibile sulla banda larga. E tutti cercano di produrre per soddisfare le richieste possibilmente di tutti i consumatori a prescindere dal sesso, dal colore della pelle, dal credo religioso e politico, dal luogo di proveninza. Le lotte tra capitale e forza lavoro sono insensate e paradossali: sono solo ostacoli al raggiungimento dello stesso obiettivo:il consumo del prodotto migliore per qualità e prezzo, del quale entrambi sono anche protagonisti. Marx va messo nel cassetto.Il capitalista moderno (o meglio l'imprenditore moderno), contrariamente a quello descritto da Marx e quello autoritario di Stato o quello recentemente descritto da Alberto Asor Rosa "eterno accomulatore che sogna di sostituire la fastidiosa forza lavoro con le macchine che producono macchine",ha bisogno, come non mai, di lavoratori perchè siamo tutti consumatori. Del tutto fuori luogo è il sindacalismo del muro contro muro, del lavoratore contro il padrone predicato in piazza s. Giovanni a Roma da Maurizio Landini e difeso da Paolo Flores d'Arcais su Il fatto quotidiano del 20/10/2010. Contro il Governo, invece, si! Quando non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale.In questo caso padrone e sindacato saranno assieme per un unico motivo.
La Marchionne-Fiat sta chiedendo ai lavoratori, in un libero mercato globale, di adeguarsi alle esigenza fondamentale di stare nel mercato; cioè produrre auto sempre più competitive ,sempre più apprezzate dal consumatore senza se e senza ma, altrimenti saranno altre ad essere preferite ed acquistate . Il libero mercato globale, non fa distinzione tra imprenditore e lavoratore.Riconosce solo il prodotto richiesto dal consumatore che è anche imprenditore e lavoratore, capitale e forza lavoro indissolubilmente insieme. Semmai questi due dovranno stringere un patto di solidarietà finalizzato a produrre oggetti (auto o altro) che possano sempre più catturare l'interesse del consumatore cosmopolita, perchè ci saranno altri imprenditori - lavoratori che faranno gli stessi oggetti nel resto del mondo.E nel mondo ci sono ricchi e molti poveri. Questi ultimi giustamente vorranno, quanto meno, essere meno poveri anche se a scapito dei ricchi (per questo attualmente sono in crisi), che, tuttavia, dovranno ugualmente essere competitivi per continuare a vendere, non perdere quote di mercato, pena la scomparsa del capitale e l'azzeramento della forza lavoro per la perdita del potere d'acquisto.
La globalizzazione del mercato significa richiesta mondiale di ridistribuzione del benessere e rimedio a disugualianze ingiusticate (liberté,égalité e fraternité-libertà,diritto e democrazia).Metà del mondo in media guadagna 30 mila dollari all'anno, l'altra metà 3 mila.Quest'ultima (prevalentemente i paesi asiatici) aspira di arrivare a 10 mila tra 10 anni.
I lavoratori cinesi, dal capitalismo monopolista di Stato, accomulatore di armi e di potere sui cittadini-lavoratori, sono stati costretti per un lungo periodo ad essere consumatori senza possibilità di scelta (senza diritti e libertà).Da qualche tempo lo Stato padrone, non più costretto difendersi dal resto del mondo, ha concesso un pò di libertà d'impresa allo scopo di ridurre il divario tra ricchi e poveri, offrendo, quindi, al mercato più prodotti di consumo.Ora, gli operai cinesi che hanno acquisito un pò più capacità di consumo e di conseguenza anche diritti, stanno scoprendo il sindacato che li difenda dallo Stato padrone. Mentre la leadership cinese, di cui il Presidente Hu Jintao e Primo ministro Wen Joiabao, insediata da 8 anni con lo scopo di guidare uno sviluppo sociale armonioso, è molto preoccupata.Di recente,infatti, il Comitato centrale del partito comunista cinese(PCC), secondo la stampa cinese, deciderà una spesa di 4 mila miliardi di yuan per il quinquennio (2011-2015) per tagliare le tasse, finanziare l'energia alternativa, la protezione ambientale e le telecomunicazioni.Con lo scopo di fronteggiare il preoccupante divario di crescita tra ricchi e poveri che mette a rischio la tenuta della tanto auspicata "società armoniosa" ed i duri attacchi degli Stati concorrenti per la vessatoria politica di espansione commerciale mondiale.Gli Stati concorrenti (Tutto l'occidente sviluppato) stanno attraversando,infatti, una gravissima crisi di sistema produttivo, basta pensare come capo fila gli Stati Uniti, dove è iniziata con il tracollo finanziario ed ora in ginocchio per l'alto tasso di disoccupazione.
Anche in Italia succede da alcuni anni che il divario tra ricchi e poveri è molto aumentato, provocando una grave disarmonia sociale espressa ultimamente in continue proteste di vario tipo per la perdita del lavoro o per le gravi inadeguatezze nel posto di lavoro e scioperi per disfunzione di molti servizi sociali. Addirittura, Piero Ostellino lo definisce un "clima da guerra civile". Le organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori sono tutte gravemente preocupate:sia per l'inerzia del Governo che per la globalizzazione mondiale del mercato che comporta sicuramente una nuova strategia produttiva: la competizione si è esacerbata, per i circa 4 miliardi di cittadini poveri che stanno scoprendo il mercato come possibilità di produrre e di consumare di più per migliorare le loro condizioni di vita.
Ho ascoltato il discorso della Presidente della confindustria Emma Marcegaglia al forum dei piccoli e medi imprenditori a Prato e quello del segretario della CGL Guglielmo Epifani a Piazza S. Giovanni a Roma . Sono entrambi molto arrabbiati:l'una in difesa degli imprenditori e l'altro in difesa dei lavoratori.Ma difendersi da chi? Per la prima volta dallo stesso nemico :da questo Governo ladro di promessse mancate.La maggioranza dei consumatori lo ha votato perchè fosse aumentata a ciascuno la capacità di acquisto, producendo di più e meglio.Invece è successo quello che di solito avviene negli stati governati da regimi autoritari, dove il potere di acquisto aumenta e di molto per chi non produce beni di consumo per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini, ma, per aver acquisito, violando le leggi democratiche, posizioni di privilegio, parassitarie e confliggendo i propri interessi personali con quelli di tutti i cittadini. Si certo i lavoratori se la prendono ancora con il capitalista esoso e sfruttatore. C'è Piero Sansonetti che vede, ancora, in Marchionne il demolitore del più forte dei sidacati operai per poter poi imporre un nuovo schema di relazioni industriali, nel quale il capitolo "diritti del lavoratore" diventi puramente e semplicemente una variabile del profitto". Quì mi pare che confonda il capitalismo dei mafiosi,il capitalismo pubblico clientelare, dei collusi con la politica , degli evasori fiscali,dei corrotti nelle amministrazione pubbliche, dal capitalismo, per lo più con poco capitale (dei piccoli e medi imprenditori), invece ben intenzionati a scommettere con il mercato alcuni già con prodotti di grande interesse per il consumatore sia nazionale che estero, altri in gravi difficoltà ed alle volte costretti a licenziare i propri lavoratori con sofferenza a tal punto che qualcuno arriva anche al suicidio, alcuni per incopetenza,ma per la maggioranza per l'aretratezza delle infrastrutture, per la diffusa corruzione ed insolvenza negli acquisti di prodotti di consumo di quasi tutte le pubbliche amministrazioni: centrali, regionali,provinciali, comunali e le deprecabili consorterie. A questo proposito,sta intervenendo duramente anche il governo dell'Unione Europea per costringerle a pagare i fornitori.
Purtroppo, le proteste reiterate singolarmente della Confindustria e dei sindacati al Governo per la sua insopportabile inerzia, hanno per lo più nessun ascolto oppure la risposta è sempre la stessa: non ci sono soldi.Non ci sono per lo sviluppo, per la ricerca, per le infrastrutture, per la sicurezza e la giustizia, ce ne sono, invece, e molti, per la corruzione, per chi evade le tasse, per le spese improduttive,per i voti di scambio, per i previlegi, insomma per gli interessi individuali degli eletti.
Gli elettori, però, nel ruolo di consumatori in un mercato globalizzato e con un Governo sprecone dal quale si sentono derubati di qualità di vita,stanno reagendo con accurate ricerche nel mercato di acquistare comunque prodotti e servizi di qualità a prezzi contenuti: low cost. E secondo l' interessanti ricerche di Dario Di Vico,pubblicate nel Corriere della sera, si sta sviluppando il mercato low cost del made in Italy.Purtroppo, dopo la deludente esperienza di molti consumatori del mercato cinese dove c'era il prezzo molto basso ma merce contraffatta e pericolosa. Occorre premettere che, Il mercato low cost per avere successo con i consumatori, è frutto di una approfondita ed attenta ricerca per come adeguare un prodotto di qualità in un mercato democratico, anche al limite più basso del potere di acquisto del consumatore, tendenzialmente alla portata di tutti, perciò democratico.E' il risultato di un'ottimizzazione dei processi industriali e distributivi, di intensi e continui studi e ricerca in collaborazione con le università per la continua innovazione dei prodotti già presenti e di nuovi . Chi ci ha provato già da molto tempo, come l' Ikea in Svezia e Benetton in Italia non hanno subito crisi e continuano incrementare il fatturato perchè hanno fatto molto risparmiare alle famiglie .Da allora il mercato low cost è in continua espansione arricchendosi sempre di più di prodotti e servizi a tal punto da far succedere quello che per la politica è impossibile.Nell'agroalimentare, per esempio, dopo la nascita della rete impresa Italia con le "Coop tricolori", hanno progettato di legare l'unità della rappresentanza politico-sindacale delle tre maggiori con un fatturato di 130 miliardi, 12 milioni di soci e 1,1 millioni di lavoratori: Agci di tradizione laica,la Confcooperative di tradizione cattolica e Lega coop socialcomunista. Pur nella diversità di cultura della cooperazione, c'è una visione omogenea della modernità: parlano di ricerca, innovazione e patrimonializzazione dell'imprese come una sfida al mercato intusiasmante da condividere, sicure di aver ben interpretato le esigenze del consumatore.I partiti politici, invece, dopo aver raccontato ai propri elettori delle favole, si dimenticano dell'elettore consumatore che chiede pure servizi migliori per qualità e prezzo ed un ambiente ecosostenibile, mentre loro, invece, si guardono l'ombelico.Una buona notizia invece ci la danno un importante imprenditore,che con le ferrari ci riempe di orgoglio italico Luca Montezemolo e la neo leader delle CGL Susanna Camusso di avere un obiettivo in comune.Allora si può azzardare che tutto il sindacato :CGL,CISL ed UIL,visti i precedenti accordi di Pomiliano degli ultimi due e la Confindustria , non solo ,si alleareranno per competere con prodotti da far preferire al consumatore rispetto ad altri,ma,anche, insieme, combattere chi ostacola la produzione di qualità e prezzo. Montezemolo dice:" è paradossale che chi lavora sia tassato di più di chi non lavora" e lotta agli evasori, perchè "chi evade è un ladro". Il vero nemico dunque, per chi avesse ancora dubbi, di tutti i cittadini di buona volontà è questo vetusta ed appestata di previlegi e corruzione classe politica.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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